L'Associazione Kandinskij di Palermo con il contributo dell'Assessorato
 
ai Beni Culturali della Regione Siciliana e in coproduzione con la

Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella

 
presenta

 

Cerchio di melodie

Omaggio a Lucio Piccolo

Katia Pesti- pianoforte, percussioni di Bali

Giancarlo Parisi - sax soprano, zampogna cromatica, flauto

Pino Censi - recitante

Musiche di Katia Pesti e Giancarlo Parisi

Liriche di Lucio Piccolo

Prima assoluta
 
Lo spettacolo "Cerchio di melodie" si sviluppa attorno all'idea di un incontro tra le liriche di Lucio Piccolo, interpretate e vissute da Pino Censi e le musiche di Giancarlo Parisi e Katia Pesti. C'è in tale operazione la volontà di evitare accuratamente due tecniche codificate di spettacolo: l'accompagnamento musicale di poesie, estremamente fuori luogo in un poeta come Piccolo le cui liriche già contengono in sé una profonda e alta musicalità, e il commento dei brani musicali di Parisi e Pesti che, nella loro dimensione sonora e compositiva, suscitano immagini e visioni poetiche.

Il punto d'incontro di queste due differenti forme poetiche è proprio il loro compenetrarsi ed il loro interagire su differenti ma simili piani di spazialità atemporale. Operazione sicuramente difficile per l'elevato spessore delle liriche di Piccolo ma reso possibile proprio dalla passione e dall'amore che i tre interpreti-autori nutrono per questo grandissimo e solitario poeta.

 
Sono appassionato lettore di Lucio Piccolo da molti anni e recitare la poesia è stata da sempre una mia ossessione, pensavo fosse solo quell'esperienza intimissima e profonda -quasi sacra- dell'occhio con il foglio scritto.
Questo è un tentativo affascinato ed estremo di una ulteriore riflessione sul seducente mondo del poeta, una delle voci più significative del 900.
Indagare dentro quei suoi versi densissimi frutto di una costante tensione metafisica in continua fluttuazione tra il protagonista lirico e la realtà circostante, contingente, documentata da una cattura incessante di simboli e immagini… dallo sperimentalismo linguistico (uno stile ermetico contrapposto alla forma e struttura barocche come ossimoro letterario) alle combinazioni prospettiche, al contrappunto tematico, alle variazioni ritmiche… ed è proprio lui stesso Lucio Piccolo, forse con lo sviluppo di tutte &endash; o parte- queste coordinate, ad avermi condotto e fatto violare quell'inviolabile limite intimo &endash; quasi sacro &endash; tra occhio e pagina, offrendomi con la sua poesia, voce e corpo all'impalpabile e implacabile flusso mentale della parola, una parola "poeticissima, luminosa, difficile da penetrare, di pasta dura e, come la luna con zone d'ombre, macchie scure".
Pino Censi
 
 
 
L'ombra che la nostra musica proietta sul telo bianco e ondulante degli ascoltatori trova nella poesia di Lucio Piccolo il suo suono più vibrante e magico.
Giancarlo Parisi
 
E' quasi corporale il contatto che si stabilisce tra i suoni generati dalla vibrante liricità dei versi di Lucio Piccolo ed il tessuto sonoro della nostra musica. E noi diventiamo suoni d'ombra e cerchio di melodie transiti marini e... gioco.
Katia Pesti
 
La prima esecuzione dello spettacolo è stata realizzata nell'ambito del festival Concerti di Primaestate 2003

allo Spasimo di Palermo

Pino Censi diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte drammatica "Silvio d'Amico", ha lavorato con Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Walter Pagliaro, Federico Tiezzi e Franco Branciaroli. Intensa è stata la collaborazione artistica con Sandro Sequi che lo ha diretto in tutti i suoi più importanti spettacoli realizzati per il Centro Teatrale Bresciano.
In occasione del bicentenario leopardiano ha preso parte allo spettacolo I tristi e cari moti del cor. Con il Laboratorio Nove ha recitato il ruolo di Algernon Moncrieff ne "L'importanza di essere Ernesto" di O. Wilde.. Ha presentato al festival Astiteatro 21 il suo progetto "Nijinsky" (frammenti dai "Quaderni" di Vaslav Nijinsky) e nella rassegna " Risvegli di Frontiera " al Comunale di Noto ha proposto in versione rock, nella forma teatrale del recitar-cantando, il madrigale di Claudio Monteverdi "Combatimento di Tancredi et Clorinda". Recentemente ha partecipato allo spettacolo di Nini Bruschetta "Il raggio verde…o delle esequie della luna" ispirato all'opera poetica di Lucio Piccolo.
 
 
 
 
Katia Pesti si forma musicalmente a Messina presso il conservatorio "A. Corelli". Nel 1985 consegue il diploma di pianoforte sotto la guida del maestro Roberto Bianco. Per anni si dedica alla musica da camera suonando in varie rassegne e concorsi; parallelamente avvia una ricerca sugli strumenti appartenenti ai paesi extraeuropei che la porta a viaggiare in varie parti del mondo e a studiare differenti culture. L'attenzione rivolta a nuovi linguaggi espressivi la conduce ad interessarsi allo studio degli strumenti a percussione; frequenta i corsi tenuti dai "Percussionisti di Strasburgo" , i seminari tenuti da Ben Omar e corsi di musica elettronica con Alessandro Cipriani. oggi utilizza un sistema compositivo che le permette di integrare i caratteristici rejong balinesi, le piastre sonore degli xilofoni, le campane tibetane ed altre percussioni al pianoforte, così da arricchirne l'estensione timbrica.
 
Giancarlo Parisi nato a Messina, comincia lo studio del flauto presso il Conservatorio della sua città e parallelamente intraprende l'attività di compositore ed esecutore di musiche per teatro. Diplomatosi in flauto nell'80, opera in varie formazioni di Jazz-Rock e nell'83 fonda insieme a Giovanni Sollima il gruppo "CARABO". Trasferitosi nell'86 a Milano, entra a far parte della PFM; l'inarrestabile ricerca sonora ed espressiva lo porta dapprima all'esplorazione nel mondo dell'elettronica applicata agli strumenti a fiato e successivamente all'approfondimento della cultura e tradizione musicale siciliana in cui riscopre le sue radici e i modelli sonori originari. Collabora con Fabrizio De Andrè, Eugenio Finardi, Gang, Mia Martini, Fiorella Mannoia, Pierangelo Bertoli, Chieftains. Nel 1992 esce il suo album solista "L'Otre di Eolo" , seguito nel '93 da "Giancarlo Parisi". Nel 1997 vince il Folkcontest di Casale Monferrato e partecipa lo stesso anno al Festival Interceltique di Lorient.Ha ultimamente realizzato un modello di zampogna "cromatica", che permette a questo strumento linguaggi e possibilità musicali finora inaccessibili.
 
 
 
Paolo Maimone dopo aver intrapreso lo studio del pianoforte attraverso diverse esperienze musicali si dedica allo studio del suono ed alla relativa registrazione sonora. Nel 1999 frequenta il SAE (School of Audio Engineering) college di Milano e corsi intensivi sulla registrazione sonora presso gli studi di Umbi Maggi (Nomadi) a Polesella (Rovigo). Nel 2000 frequenta il Master di Ripresa Audio per tecnici del suono presso l'EMIT di Milano per due anni, allievo di Gualtiero Berlinghini, uno dei padri della registrazione analogica e delle tecniche di microfonaggio. Socio dell'AES (Audio Society Engineering) affianca il Berlinghini, responsabile italiano dell'AES, durante le Convention sull'audio professionale al SIB di Rimini. E'impegnato nel montaggio di spettacoli di teatro musicale, curandone anche la corretta diffusione dal vivo dei suoni e degli effetti speciali tra i quali i campionamenti e le ripetizioni (loop) di strumenti musicali e di suoni presenti in natura, in precedenza creati in studio per poi essere associati opportunamente in tempo reale durante l'esecuzione dal vivo, partecipando così come nuovo membro al gruppo degli esecutori presente sul palco.