Quindicesima Edizione
Direzione Artistica Deborah Conte
Sabato 21 Luglio ore 21,15
 
Orchestra da Camera Kandinskij
Fabio Ferrara, violinista
Francesco Palmisano, violinista
Deborah Conte, pianista
Aldo Lombardo, direttore
 
J. S. Bach - Concerto per due violini in re min. BWV 1043

J. S. Bach - Concerto per pianoforte archi in re min. BWV 1052

L. v. Beethoven - Quarta Sinfonia  
PRIMO CONCERTO
 

 
 
 
Johann Sebastian Bach (1685-1770)

 CONCERTO PER DUE VIOLINI IN RE MIN. BWV 1043

I concerti per violino e orchestra furono composti da Bach negli anni trascorsi a Kòthen (1717&emdash;1723) come Kapellmeister e direttore della musica da camera del principe Leopold di Anhalt&emdash;Köthen. Fu proprio quest'ultimo incarico a dare la possibilità a Bach di cimentarsi con un repertorio, quello della musica strumentale, che aveva fino ad allora trascurato: nacquero così capolavori come il primo volume del Clavicembalo ben temperato, le Suites per violoncello solo, le Sonate e Partite per violino solo, i Concerti brandeburghesi. Queste composizioni seguono la tradizione del concerto solistico italiano, che Bach conosceva molto bene avendo studiato a fondo i concerti di Antonio Vivaldi: la forma è in tre movimenti, secondo la successione Allegro &endash; Adagio - Allegro. Più complessa rispetto al modello è invece la strutturazione interna dei singoli movimenti: l'integrazione tra ritornelli orchestrali ed episodi solistici &emdash;- nei ritornelli sono presenti momenti solistici, mentre frammenti del ritornello orchestrale entrano a far parte del tessuto musicale degli episodi &emdash; - determina un'unità tematica che anticipa alcune soluzioni del periodo classico. Nel "Largo ma non tanto" del Concerto BWV 1043 la tendenza dei solisti a dialogare tra loro tocca il suo apice, dato che all'orchestra è affidato un ruolo di puro accompagnamento. Il motivo principale, sobriamente lirico, viene presentato dal secondo violino solista e ripreso poi dal primo, mentre il secondo disegna un contrappunto di semicrome; l'insieme dei due elementi tornerà più volte nel corso del brano, alternandosi con elementi contrastanti.

 CONCERTO PER CLAVICEMBALO IN RE MIN. BWV 1052

I concerti per clavicembalo di Johann Sebastian Bach risalgono agli anni intorno al 1730, durante il servizio a Lipsia in qualità di Kantor alla Thomaskirche, di Director musicale della città e di direttore del Collegium musicum. Sopravvissuti in un unico manoscritto, i concerti sono trascrizioni da opere proprie per uno o più violini o per oboe, a esclusione del BWV 1061 e del BWV 1063, gli unici due originali. I destinatari di tali concerti furono sicuramente i figli del compositore, primi fra tutti Wilhelm Friedemann e Carl Philipp Emanuel i quali, tutti cembalisti e tutti educati al gusto della musica domestica, diffondevano anche in società l'opera paterna. Per una squisita ragione pratica dunque, avendo a disposizione cembalisti e non violinisti, Bach trasformò e riutilizzò concerti nati per altri fini e allo stesso tempo fornì al clavicembalo nuovo materiale necessario alle rinnovate esigenze concertistiche. Se dal punto di vista tecnico-strumentale in questo genere non aggiunse nulla alle conquiste già ottenute in altre più ardue opere, Bach per primo assegnò al clavicembalo una posizione di prestigio in mezzo all'orchestra: da povero strumento del continuo, nascosto nella massa del tutti, elevato alla dignità di solista. Un semplice avvicendamento di ruolo determinò lo sconvolgimento della struttura del concerto, rovesciandone, senza modificare la posizione degli altri strumenti in orchestra, la dinamica interna. Tra le numerose ipotesi sulla genesi del primo Concerto in re minore BWV 1052 la più accreditata è quella che lo considera una trascrizione di un concerto per violino andato perduto. La struttura è simmetrica: un ampio adagio, costituito da un lungo assolo dello strumento solista, è incorniciato da due movimenti dal carattere energico, il primo maestoso, il secondo nel convenzionale andamento di danza.

 

 
Ludwig van Beeethoven (1770-1827)

QUARTA SINFONIA

Sappiamo che Beethoven lavorò assiduamente alla Quarta sinfonia nell'estate del 1806, a seguito di una specifica commissione dell'amico e protettore conte Oppersdorf, che gli aveva offerto 500 fiorini per un nuovo lavoro, con diritto di esecuzione privata in esclusiva per sei mesi. La composizione fu terminata in poche settimane e ai primi di ottobre la partitura era pronta, anche se la prima esecuzione in pubblico avvenne solo nel marzo del 1807. Dunque è netto il distacco dallaTerza sinfonia "Eroica", composta nel 18021804 e subito eseguita in privato, in casa del principe Lobkowitz (la prima pubblica è datata 7 aprile 1805). Invece è ben documentata una certa sovrapposizione con la Quinta, i cui primi due movimenti erano già in fase di avanzata realizzazione mentre Beethoven stava terminando la Quarta. Le novità di architettura e di scrittura della Quarta sono molte, segnano progressi importanti anche rispetto alla pur rivoluzionaria Terza. Si osservi l'"Adagio" posto come introduzione al primo movimento. E' una presentazione di ampio respiro dei materiali musicali che ritroveremo nel resto della grande partitura. Del secondo movimento non sfuggirà l'accurata valorizzazione della dolcissima melodia principale, sottoposta a quel tipo di sminuzzamento di intervalli e di durate che renderanno indimenticabili gli "adagio" dell'ormai prossima Sesta e dell'ancora lontana Nona. Evidente è la contiguità dei due ultimi movimenti della Quarta con i corrispondenti della Settima, se non altro per l'incisività del ritmo e la costante vocazione danzante. Ma è ovviamente con la Quintache le simmetrie risaltano di più: la funzione strutturale del timpano, per esempio; l'architettura dei relativi "Scherzi"; la fusione a caldo dei due ultimi movimenti; la costruzione basata su incisi elementari. Si scoprono anche i dettagli che rendono tanto diverse le percezioni delle due sinfonie: il si bemolle maggiore verso il do minore; il dionisiaco contro il demoniaco; la velocità opposta all'urgenza. Non è dunque strano e neppure casuale che le due sinfonie siano state composte nello stesso tempo. La Quinta fu infatti impostata subito dopo il completamento della Terza, ma la stesura si protrasse a lungo, sbloccandosi subito dopo la veloce realizzazione della Quarta. Beethoven si rese ben conto di aver davvero bisogno di inserire un anello diverso nella collana delle sue sinfonie, e che doveva essere anche tecnico, non solo emotivo. Ecco perché è indispensabile che la Quartastia fra Terzae Quinta. E se non si conosce il valore della Quarta sfugge la sinfonia delle nove sinfonie.

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Fabio Ferrara ha studiato il violino con M.Manco e G.Prencipe diplomandosi a Palermo con il massimo dei voti.Ha iniziato giovanissimo un'attività concertistica che si divide in tre diversi settori: da solista si è esibito tra l'altro con l'orchestra del Teatro Massimo di Palermo,l'Associazione Kandiskij,l'Accademia Musicale di Palermo,Gli Armonici;

in varie formazioni da camera è risultato vincitore di concorsi nazionali esibendosi per tutte le più importanti istituzioni musicali quali il Teatro Massimo di Palermo(con la realizzazione di "prime" nazionali di musiche di M.Nyman e M.Gorecki),il CIMS,gli Amici della Musica; molto intensa anche l'attività di violinista d'orchestra con ,tra le altre,la Sinfonica Siciliana e il Teatro Massimo di Palermo nel quale è stabilmente in organico; è stato violino di spalla dell'ensemble orchestrale del Teatro Massimo,dell'orchestra del Conservatorio di Trapani,Conservatorio di Palermo,Accademia Musicale di Palermo,Orchestra Filarmonica del Mediterraneo,Gli Armonici ed altre.

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Francesco Palmisano si è diplomato al Conservatorio "V. Bellini" di Palermo nel 1993. Dal 1993 al 1995 si è perfezionato presso l' Accademia Musicale Pescarese, Vincitore d' audizione presso l' Ente Autonomo Orchestra Sinfonica Siciliana e presso la Fondazione Teatro Massimo di Palermo, ha suonato come solista con l' Orchestra dell' Accademia Siciliana per la Musica da Camera , l' Orchestra da camera Gli Armonici, l' Orchestra da camera Salvatore Cicero e l' Orchestra di Musica Contemporanea di Palermo . Dal 1995 fa parte dei Trio Strabern, ensemble di musica contemporanea al quale diversi compositori di fama internazionale hanno dediccato brani espressamente e con il quale ha inciso tre CD per le case discografiche Tirreno di Milano, O.M.C. di Palermo con musiche di autori italiani. Nel 1999 è stato assegnato al Trio il premio "ARS ARTIS" come migliore ensemble italiano di musica contemporanea. E' dedicatario di due concerti per violino e orchestra composti dal M° G. Gioia e dal M° A. Fortunato.

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Deborah Conte, pianista
 
Allieva di Melina Grillo, dopo aver conseguito il diploma di pianoforte al Conservatorio della sua città , con il massimo dei voti e la lode, segue i corsi di perfezionamento tenuti da Eliodoro Sollima e da Gyorgy Sandor.
Frequenta successivamente il Corso triennale di Alto Perfezionamento Pianistico tenuto all'Accademia Musicale Pescarese da Bruno Mezzena vincendo due volte il concorso dedicato dalla stessa Accademia all' esecuzione di concerti con orchestra e conseguendo il diploma accademico nel 1993. Negli anni successivi segue i corsi di perfezionamento pianistico e di musica da camera tenuti da Boris Petrushanskij e da Dario De Rosa.
A un intensa attività concertistica affianca dal 1991 una preziosa e costante ricerca di nuovi percorsi operativi assumendo la Direzione artistica dell'attività musicale della Associazione Kandinskij e la Direzione didattica della scuola di musica della stessa Associazione.
Con l' Orchestra da Camera Kandinskij è più volte presente nelle programmazioni delle più importanti manifestazioni cittadine proponendo fra l' altro il ciclo dei Concerti di Bach (Festival Organistico Siciliano) nel '92 e il Concerto per Pianoforte ed archi di Alfred Schnittke (Teatro Massimo Festival Suoni del '900) nel '94. Tra gli altri concerti nel 1997, in occasione di "Opera Laboratorio", progetto realizzato dall'Ars Nova e dal Teatro Massimo di Palermo, su invito di Donato Renzetti, è solista ospite al concerto inaugurale da lui diretto.
L'intensa attività concertistica, da solista e in varie formazioni cameristiche, è stata sostenuta da apprezzamenti della critica e del pubblico sin dal precoce esordio nel 1986 in una tournee con l'Orchestra del Conservatorio della sua città. L'esecuzione della Fantasia di Liszt in quell'occasione fece dire a Fabrizio Carli, critico musicale de L'Ora, che la Conte " ... ha sorpreso per bravura, disinvoltura e classe ed è elemento da seguire con ogni attenzione poiché possiede il quid che caratterizza la musicista di razza".
Gli attestati di stima di musicisti come Dario De Rosa, Boris Petruchanskij o lo stesso Donato Renzetti, che la definisce una delle pianiste più interessanti della sua generazione, fanno della Conte una significativa presenza di riferimento nel panorama musicale siciliano.

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Aldo Lombardo, direttore d'orchestra
 
Allievo di Norino Buogo e di Aurelia Spagnolo per il pianoforte e di Turi Belfiore per la composizione e la direzione d'orchestra, si é diplomato presso il Conservatorio "Vincenzo Bellini" della sua città. Dopo avere seguito i corsi internazionali di perfezionamento pianistico tenuti da Bruno Mezzena, presso l'Accademia Musicale Pescarese, si dedica alla direzione d' orchestra entrando nella classe di Donato Renzetti col quale consegue il Diploma di Alto Perfezionamento nel Gennaio 1996.
Negli stessi anni frequenta corsi di perfezionamento con Ervin Acel, Leonardo Urbini e Richard Schumaker.
Direttore stabile dell'Orchestra da Camera Kandinskij di Palermo dal 1991, é stato più volte ospite, con la stessa orchestra, dell'Ente Autonomo Teatro Massimo e delle annuali rassegne organizzate dal Comune di Palermo, del Festival Organistico Siciliano, di Opera Laboratorio. Nel 1994 é stato invitato a dirigere l'Orchestra del Laboratorio Lirico di Petralia Soprana. Sempre nel 1994 ha preso parte, con l'Orchestra Kandinskij, al Festival Internazionale "Suoni del '900".
Nel 1995 si é classificato primo al Concorso Internazionale di direzione d'Orchestra della XXX edizione del Festival "Giornate musicali" di Rieti . Nel 1996 ha diretto tra l'altro l'Histoire du Soldat di Stravinskij per la regia di Werner Eckl, in una produzione favorevolmente accolta dalla stampa specializzata.

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L'Orchestra da Camera Kandinskij é stata fondata a Palermo nel novembre del 1991 dai soci dell'omonima Associazione Artistica Kandinskij.
L'organico stabile, frutto di quattordici anni di lavoro attento e metodico, é costituito da elementi selezionati in virtù delle qualità strumentali e professionali. Diretta stabilmente da Aldo Lombardo l'Orchestra ha iniziato dal 1995 la collaborazione con altri direttori : Elisa Pôidomani, Carmelo Caruso, Pippo Cataldo, Danilo Lombardini,Mario Focarelli, Daniele Malinverno, Donato Renzetti.
Attiva principalmente nell'ambito della sua regolare stagione concertistica l'OCK é spesso invitata dagli Assessorati alla Cultura dei vari Enti Pubblici (Regione, Provincia e Comune) e da altre Associazioni Musicali. Ha esordito con un repertorio del "Tardo Barocco" prediligendo i Concerti di J.S. Bach, i Concerti Grossi di Handel e di Alessandro Scarlatti e numerose pagine di A. Vivaldi. Negli anni 1992 e 1993 l'OCK ha partecipato alla seconda e terza edizione del Festival Organistico Siciliano eseguendo i Concerti per violino e organo di A. Vivaldi, G. F. Handel e C. PH. E. Bach, nonché i Concerti Brandeburghesi ed i Concerti per clavicembalo di J.S. Bach.
L'OCK ha oggi un repertorio che copre un arco di storia della musica compreso tra il Barocco degli esordi e il Novecento. Emblematica in tal senso é la partecipazione al Festival "Suoni del Novecento" , patrocinato dall' E.A.Teatro Massimo di Palermo, nel Dicembre del 1994, occasione in cui ha ricordato Witold Lutoslavskij eseguendone la Musica Funebre e l'Ouverture. Per lo stesso Festival ha eseguito in prima esecuzione siciliana il Concerto per pianoforte ed archi di A.Schnittke con la pianista Deborah Conte.
Nell'Estate del 1995 ha aperto il 365° "Festino di S.Rosalia", festa tradizionale della Città di Palermo, con uno spettacolare concerto su un battello a mare eseguendo in costume d'epoca Fireworks Music e Watermusic di Handel. In collaborazione con l'Associazione Exil'84 ha eseguito al teatro Biondo di Palermo, per la Targa "Francesca Morvillo", nel Giugno 1996 , l'Histoire du Soldat di Stravinskij per la regia di Werner Eckl favorevolmente accolta dalla stampa specializzata.
Nel 1997 é stata scritturata quale Orchestra dell'Opera Laboratorio "Città di Palermo" per cui ha eseguito opere di Donizzetti, composizioni sacre di Vivaldi. e il Concerto inaugurale nel quale é stata diretta da Donato Renzetti in un programma con musiche di Haydn, Mozart e Beethoven con la partecipazione solistica della pianista Deborah Conte. Nel 2005 ha tenuto a Palermo la sua XIV stagione concertistica con il contributo dell'Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana.
 

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Concerti di Primaestate 2007

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