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- Tredicesima
Edizione
- Direzione
Artistica Deborah Conte
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- Lunedì
28 Giugno ore
21,15
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- J.Brahms
- Concerto
per pianoforte e orchestra in re
minore op.15
- L.v.Beethoven
- Settima
Sinfonia
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- ORCHESTRA
KANDINSKIJ
- DEBORAH
CONTE, pianista
- ALDO
LOMBARDO, direttore
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- PRIMO
CONCERTO
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Deborah
Conte
nata a Palermo debutta giovanissima
nella sua città riscuotendo
subito un vivo successo del pubblico
e della critica. Dopo aver
conseguito il diploma di pianoforte
al Conservatorio di Palermo con il
massimo dei voti e la lode, prosegue
ancora i suoi studi con Eliodoro
Sollima e Gyorgy Sandor.
Allieva
di Bruno Mezzena, consegue il
diploma di Alto Perfezionamento
Pianistico all'Accademia Musicale
Pescarese vincendo due volte il
concorso dedicato alla esecuzione di
concerti con orchestra. Segue
successivamente i corsi di
perfezionamento pianistico e di
musica da camera tenuti da Boris
Petrushanskij e da Dario De
Rosa.
A
un' intensa attività
concertistica affianca dal 1991 il
lavoro dedicato alla direzione
artistica dell' Associazione
Kandinskij e alla Scuola di musica
della stessa. Con l'Orchestra da
Camera Kandinskij è
più volte presente nelle
programmazioni delle più
importanti manifestazioni siciliane
proponendo fra l'altro il ciclo dei
Concerti di Bach (Festival
Organistico Siciliano) e il Concerto
per Pianoforte ed archi di Alfred
Schnittke (Teatro Massimo Festival
Suoni del '900). Solista ospite su
invito di Donato Renzetti, al
concerto da lui diretto, inaugura
nel 1997 "OperaLaboratorio" progetto
realizzato dall'Ars Nova e dal
Teatro Massimo di
Palermo.
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Aldo
Lombardo
allievo di Norino Buogo e di Aurelia
Spagnolo per il pianoforte e di Turi
Belfiore per la composizione e la
direzione d'orchestra, si é
diplomato presso il Conservatorio
"Vincenzo Bellini" della sua
città. Dopo avere seguito i
corsi internazionali di perfezionamento
pianistico tenuti da Bruno Mezzena,
presso l'Accademia Musicale Pescarese,
si dedica alla direzione d' orchestra
entrando nella classe di Donato
Renzetti col quale consegue il Diploma
di Alto Perfezionamento nel Gennaio
1996.
Negli
stessi anni frequenta corsi di
perfezionamento con Ervin Acel,
Leonardo Urbini e Richard Schumaker.
Direttore
stabile dell'Orchestra da Camera
Kandinskij di Palermo dal 1991,
é stato più volte ospite,
con la stessa orchestra, dell'Ente
Autonomo Teatro Massimo e delle annuali
rassegne organizzate dal Comune di
Palermo, del Festival Organistico
Siciliano, di Opera Laboratorio. Nel
1994 é stato invitato a dirigere
l'Orchestra del Laboratorio Lirico di
Petralia Soprana. Sempre nel 1994 ha
preso parte, con l'Orchestra
Kandinskij, al Festival Internazionale
"Suoni del '900".
Nel
1995 si é classificato primo al
Concorso Internazionale di direzione
d'Orchestra della XXX edizione del
Festival "Giornate musicali" di Rieti .
Nel 1996 ha diretto tra l'altro
l'Histoire du Soldat di Stravinskij per
la regia di Werner Eckl, in una
produzione favorevolmente accolta dalla
stampa specializzata.
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L'Orchestra
da Camera Kandinskij
é
stata fondata a Palermo nel Novembre
del 1991 dai soci dell' omonima
Associazione
Kandinskij.
Attiva
principalmente nell'ambito della sua
regolare stagione concertistica l'OCK
é spesso invitata dagli
Assessorati alla Cultura degli Enti
Pubblici e da altre Associazioni
Musicali.
Con
un repertorio che spazia dal Barocco
degli esordi a pagine del Novecento
storico, l'OCK ha partecipato a due
edizioni del Festival Organistico
Siciliano, al "Laboratorio Lirico" di
Petralia Soprana, al Festival "Suoni
del Novecento", ad
"OperaLaboratorio".
In
collaborazione con l'Associazione Exil'
84 ha eseguito al Teatro Biondo di
Palermo (1996) l' Histoire du Soldat di
Stravinskij per la regia di Werner
Eckl.
Nel
1997 é stata scritturata quale
Orchestra dell'Opera Laboratorio
"Città di Palermo" per cui ha
eseguito opere di Donizetti,
composizioni sacre di Vivaldi e il
Concerto inaugurale nel quale é
stata diretta da Donato Renzetti.
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Altre
foto
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Johannes
Brahms
- Concerto
N.1 per pianoforte e orchestra
in
Re minore op. 15
Il
19 giugno del 1854 Brahms scriveva
all'amico Joachim : "Ritengo che
lascerò da parte la mia Sonata
in re minore per molto tempo. Ho spesso
suonato i primi tre movimenti con la
signora Schumann, ma penso che
richiedano più di due
pianoforti".
Il
primo movimento della Sonata in re
minore, scritta sotto l'impressione
causata dalla notizia del tentato
suicidio di Schumann, diventerà
il primo movimento del Concerto per
pianoforte e orchestra op. 15. Per il
secondo movimento, l'Adagio, Brahms
utilizzerà un brano di una messa
rimasta inedita. L'Adagio del Concerto
recava in origine l'epigrafe, in
seguito cancellata, "Benedictus qui
venit in nomine
Domini".
Il
Rondo conclusivo fu più volte
rielaborato dopo le critiche di
Joachim.
La
prima esecuzione del Concerto op. 15
avvenne finalmente a Hannover il 22
Gennaio del 1859 eseguito dallo stesso
Brahms al pianoforte ed ebbe un
discreto successo.
Diversi
direttori e solisti suonarono il brano
con alterne fortune.
Clara
Schumann lo eseguì più
volte inserendolo tra le composizioni
del suo già vasto
repertorio.
Il
Concerto in re minore non entrò
mai comunque tra le composizioni
più amate dal pubblico fino a
tutto l'Ottocento. Sarà il
grande successo tributato a fine secolo
al Secondo Concerto che condurrà
a una riscoperta e definitiva
consacrazione del
Primo.
L'impianto
architettonico del Concerto in re
minore è monumentale. I temi, o
meglio i gruppi tematici, sono
complessi e riccamente
sviluppati.
Come
il Secondo questo concerto presenta le
caratteristiche di un Concerto
Sinfonico nel quale, contrariamente a
quanto accade nel concerto classico, il
pianoforte non dialoga con l'orchestra
ma, per buona parte della composizione,
suona con l'orchestra e tesse con essa
trame fittissime nelle quali il
discorso musicale sembra non
esaurirsi.
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Ludwig
van Beethoven - Sinfonia N. 7 in
La maggiore
La
Settima Sinfonia nasce tra l'autunno
1811 e il giugno 1812,
contemporaneamente all'Ottava e alle
musiche di scena per Le rovine di
Atene.
La
prima esecuzione pubblica, sotto la
direzione di Beethoven, fu organizzata
l'8 dicembre 1813 nella sala
dell'Università di Vienna in una
serata a beneficio dei soldati
austriaci e bavaresi feriti nella
battaglia di Hanau. L'accoglienza fu
entusiastica (come pure per la Vittoria
di Welington dello stesso Beethoven),
in particolare in virtù del
secondo movimento, l'Allegretto, di cui
venne subito chiesta la ripetizione.
Nonostante
il grande successo della prima la
Sinfonia lasciò per qualche
tempo sconcertati gli addetti ai
lavori. Anche un maestro come Federico
Wieck, il padre di Clara Schumann,
credeva di percepire nell'opera la mano
di un ubriaco. La parigina "Revue
musicale", dopo una esecuzione del
1829, non sapeva se attribuire il
finale a "una mente sublime o malata",
e persino un genio come Weber
restò in dubbio di fronte agli
"eccessi" della composizione, salvo
dirigerne poi una memorabile esecuzione
a Londra.
Su
eccessi e stravaganze toccherà
all'acutezza di Wagner capovolgere la
questione, con la famosa definizione
della Settima come "apoteosi della
danza": riferendosi cioè non
alla danza naturale, dei gesti e dei
passi, da sempre associata alla musica,
ma all'essenza stessa del movimento,
rivelazione quasi religiosa nel suo
trascendere ogni vincolo
materiale.
In
effetti, mai il ritmo strutturale, come
elemento basilare dell'invenzione,
aveva conosciuto una così
straripante efficacia; come sempre,
però, nella produzione centrale
di Beethoven l'energia primigenia
scatenante è in equilibrio con
la sovrumana capacità di dominio
formale, spinto qui a miracoli di
controllo e maestria combinatoria.
Considerando
la natura particolare delle sinfonie
Ottava e Nona, si può dire che
con la Settima Beethoven chiude un
capitolo nella storia della sinfonia
classica, conducendo tutto il
potenziale linguistico e comunicativo
verso limiti insospettabili fino a
vent'anni prima.
Tra
le particolarità che fanno della
Settima un'opera nuova è da
considerare il secondo Movimento
Allegretto che sostituisce il canonico
secondo tempo lento della sinfonia
classica.
L'andamento
mosso del movimento è tuttavia
utilizzato per la realizzazione di una
delle pagine più liriche della
storia della musica.
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