Lun - Ven15:00 - 20.00
Sabato10:00 - 13:00
Tel+39 3282150835
INDIRIZZOvia L. Ariosto 9/A, 90144 Palermo
Domenica 8 Giugno, ore 19
Oratorio di San Mercurio – Palermo
Weichet nur, betrübte Schatten, BWV 202 Cantata per soprano, oboe, archi e b.c., in Sol M; comp. Weimar 1718-1723)
Ich habe genug, BWV 82 Cantata per soprano, traversiere, archi e b.c.
versione del 1731, in Mi m
Concerto per Clavicembalo e archi in Re Maggiore, BWV 1054
da Ich habe genug, BWV 82 Cantata per soprano, traversiere, archi e b.c.; versione del 1731, in Mi m, per soprano
Aria : Ich habe genug
da Schweigt stille, plaudert nicht , BWV 211 (Kaffeekantate)
Aria di Lieschen: Ei! Wie schmeckt der Coffee süsse
Aria di Lieschen: Heute noch

Picci Ferrari e Basilio Timpanaro
Il programma presenta alcune delle più famose cantate composte da Bach per voce di Soprano e strumenti.
Tra queste vi è la più famosa delle cantate profane, la cantata BWV 202 “Weichet nür, betrübte Schatten”, composta in occasione di festeggiamenti nuziali. Il testo pone l’accento sulla natura che si risveglia, i fiori che sbocciano, le giornate che diventano meno fredde, Amore che cerca i piaceri che però, a differenza di quanto avviene nella natura con l’alternarsi delle stagioni, sono duraturi. La prima aria (“Dissolvetevi dunque, ombre invernali”) disegna una melodia dolce e sognante, quasi rarefatta: il freddo, il vento e le nubi gradualmente lasciano spazio all’arrivo della primavera; la seconda aria descrive Febo che si affretta sui cavalli veloci, immagine perfettamente descritta dal ritmo veloce, serrato e vivace; la terza aria, ornata e con una danzante linea vocale, disegna le brezze primaverili che soffiano, segue un’aria di esultante letizia per concludere con una gavotta finale con l’augurio che gli sposi possano vivere “mille giorni di sole e di abbondanza”.
La cantata BWV 82 “Ich habe genug”, di cui è in programma la prima e più famosa aria, che dà il titolo all’intera cantata, è una cantata sacra composta in occasione della Purificazione di Maria e musicata su testo di autore sconosciuto, ispirato dal Vangelo di Luca. “Ne ho abbastanza” (“Ich habe genug”) è la frase che esprime l’aspirazione di Simeone a dare l’addio alla vita terrena, poiché, dopo aver conosciuto il Signore Gesù, prendendolo in braccio nel Tempio, sente di non aver più nulla da desiderare e da compiere su questa terra (aria prima). Questo desiderio di morte non è dunque affatto un desiderio di autodistruzione, suicidio o martirio, ma anelito a lasciare il corpo mortale, con senso di pace e di abbandono fiducioso a Dio, a chiudere “dolcemente e serenamente” gli “occhi affaticati” (anelito espresso nell’aria seconda, quasi una dolce ninna nanna).
La Cantata del caffè, BWV 211, di cui sono in programma le due arie di Lieschen, è una cantata di carattere umoristico, che ruota attorno al conflitto tra un padre, Schlendrian, e sua figlia, Lieschen, che è totalmente dipendente dal caffè, bevanda diventata molto popolare nell’epoca di Bach. Schlendrian è talmente esasperato dall’abitudine della figlia che la minaccia persino di non darla in matrimonio se continuerà a bere; ma Lieschen dichiara che non può vivere senza il “dolce caffè” e che, comunque, accetterebbe solo un uomo che le permettesse di continuare a berlo!
Il programma è completato dal Concerto per Clavicembalo e archi in Re Maggiore, BWV 1054, che appartiene al periodo della maturità di Bach; tuttavia in questo, come in altri casi, si tratta di una trascrizione, o meglio adattamento, per il cembalo di un precedente Concerto per violino, quello in Mi maggiore (BWV 1042), la cui composizione risale agli anni di Köthen (1718). Qui, dove prestava servizio come maestro di cappella e direttore della musica da camera presso la corte del principe Leopoldo, Bach compose la maggior parte delle sue opere strumentali di natura secolare: oltre alle numerosissime composizioni per organo e clavicembalo, risalgono a questo periodo i vari Concerti strumentali, tra cui i Concerti Brandeburghesi, e le Suite Orchestrali.
Pur seguendo abbastanza fedelmente l’originale per violino, nella versione cembalistica Bach sceglie soluzioni ritmiche e virtuosistiche che valorizzano la tecnica peculiare dello strumento a tastiera, soprattutto nel vorticoso finale in forma di rondò.