Lun - Ven15:00 - 20.00
Sabato10:00 - 13:00
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INDIRIZZOvia L. Ariosto 9/A, 90144 Palermo

Domenica 17 Maggio, ore 18
Oratorio di San Lorenzo – Palermo

Suite No.1 in La minore
Ouverture de Cadmus
Prélude (dalla Suite n. 3 in Re minore per clavicembalo)
Les folies d’Espagne
Cinquième Prélude (da L’Art de toucher le Clavecin), per cembalo solo
Deuxième Suite, in La M (da Pièces de Violes, 1728):
Ouverture de Cadmus
Deuxième Suite
Alla corte di Luigi XIV (le Roi Soleil), la musica aveva un ruolo centrale, non solo come ornamento della vita di corte, ma come strumento di potere e di propaganda e controllo sociale. Luigi XIV, che si presentava come il “Re Sole”, quindi simbolo di ordine, luce e armonia, usò la musica proprio per rafforzare questa sua immagine, questo suo ruolo di monarca assoluto attorno a cui tutto ruotava.
La stessa abilità del monarca nella danza (celebre il Ballet de la nuit, 1653, in cui il giovane Luigi danzò travestito da Sole, incarnando già allora il potere che tutto governa) voleva evidentemente avere un valore fortemente simbolico . La vita di tutta la Corte era scandita da concerti privati, grandi feste, musica da camera, messe solenni, tutti appuntamenti musicali che erano dei veri rituali sociali. Conseguentemente Luigi XIV creò una vera e propria amministrazione musicale, con istituzioni stabili e gerarchizzate: la Chapelle Royale (per la musica sacra), la Grande Écurie (per la musica militare e cerimoniale) e soprattutto la Chambre du Roi, l’istituzione più vicina alla vita quotidiana del Re, nella quale la musica da camera, per l’intrattenimento aristocratico vedeva come protagonisti il clavicembalo e la viola da gamba.
Il repertorio di questi due strumenti, ricchissimo e raffinato, era simile per stile e struttura, essendo sostanzialmente basato su musica di danza (Suites) o che comunque si richiamava alle caratteristiche musicali e stilistiche della danza.
Il programma proposto vuole proprio presentare le musiche dei maggiori compositori che operarono alla Corte, come membri della Chambre du Roi e innanzitutto le Suites per viola da gamba e basso continuo (realizzato dal clavicembalo) di Marin Marais, il maestro e virtuoso celebrato e indiscusso della viola da gamba; da notare come le Suites di Marais siano spesso, in realtà, degli Ordres (come chiamerà le proprie suites, per esempio, Couperin), ossia un lungo insieme di brani tenuti insieme solo da un legame tonale, che non presentano quindi omogeneità di carattere, e la cui lunghezza ne giustifica spesso una esecuzione parziale con una scelta tra i tanti brani in essi contenuti.
Accanto ai brani per viola e b.c. di Marais si potranno ascoltare brani di clavicembalo di Jean-Henri d’Anglebert, anch’egli musicien de la chambre du Roy, e in particolare una delle sue trascrizioni di brani orchestrali tratti dalle opere di Lully (quest’ultimo, surintendant de la musique de la chambre du roi, vero e proprio monarca musicale della Francia del XVII sec. ) e uno dei suoi Prélude non mesuré, brani di stile improvvisativo, in cui metro, ritmo e durata delle note, non indicati dall’autore, sono lasciati alla libertà dell’interprete .
Se la musica di Marais e d’Anglebert rappresenta ai più alti livelli il classicismo ad un tempo elegantemente austero ed espressivo del Grand Siècle, caratterizzato da uno stile sfarzoso ma sempre sotteso da una espressiva tensione armonica e nutrito di maestria contrappuntistica, quella di François Couperin mostra già la tendenza all’elegante decorativismo e all’immediata piacevolezza, tipica del nuovo gusto rococò settecentesco, al descrittivismo che sembra farne quasi un teatro di figure, di caratteri, di personaggi, fino ad arrivare persino all’onomatopea; negli Ordres di Couperin si insinuano, infatti, sempre più brani descrittivi, con titoli che esprimono un carattere o evocano personaggi. Di Couperin sono in programma una delle due Suites per viola da gamba e b.c. e alcuni brani per cembalo.
Il programma si completa, infine, con brani dalle suites per viola da gamba di Antoine Forqueray, che già nel 1689, a soli 18 anni, venne nominato musicista ordinario della camera del re, e che, insieme a Marin Marais, era considerato dai suoi contemporanei come uno dei maggiori virtuosi della viola da gamba. Forqueray era non solo un eccezionale virtuoso ma anche uno straordinario improvvisatore, tanto che durante la vita non volle pubblicare nulla, dicendo che imparare da pagine stampate era “cosa per musicisti pigri”; fu suo figlio Jean-Baptiste a pubblicare cinque sue Suites per viola da gamba e basso continuo e a farne anche una trascrizione per solo clavicembalo.
Marco Lo Cicero
Ha iniziato a suonare la chitarra e il basso elettrico all’età di 14 anni. Dopo alcune fondanti esperienze nel rock’n’roll e nel jazz si è diplomato in contrabbasso classico al conservatorio di Palermo.
In seguito ha studiato contrabbassi storici, violone e viola da gamba al Conservatorium van Amsterdam e alla Schola Cantorum Basiliensis e musicologia nelle università di Palermo e Colonia. Durante la sua formazione ha suonato con le orchestre giovanili I Giovani della Montis Regalis e European Union Baroque Orchestra e fatto un apprendistato all’Orchestra of the Age of the Enlightenments.
Dal 2009 svolge un’intensa attività concertistica internazionale; durante questi anni si è esibito regolarmente nelle più prestigiose sale da concerto europee con numerose orchestre e ensemble fra cui: Tafelmusik Baroque Orchestra, The Wallfisch Band, Academia Montis Regalis, Balthasar Neumann Ensemble, La Cetra Barockorchester, Cappella Gabetta, Il Giardino Armonico, I Barocchisti, Kammerorchester Basel, Ensemble 1700, Musica Fiorita, Atalanta Fugiens, Il Pomo d’Oro e La Chambre Philharmonique e ha partecipato a più di trenta registrazioni con etichette fra cui Sony, EMI e Deutsche Grammophone. Dal 2012 è regolarmente invitato come primo contrabbasso ospite nell’orchestra polacca Capella Cracoviensis.
Dottorando in Musicologia , è docente di Viola da gamba presso il Conservatorio di Palermo.
Basilio Timpanaro
Diplomato con lode in pianoforte e in direzione di coro, ha poi studiato Clavicembalo e Organo antico al Conservatorio di Rotterdam, perfezionandosi successivamente in quello di Utrecht, dove ha conseguito il “Diploma Concertistico” di Clavicembalo. Ha seguito seminari e Master Class con Ton Koopman, Gustav Leonhardt, J. Christensen. Si è anche laureato con lode in Musicologia presso l’Università di Bologna, con una tesi sul Basso continuo nella musica italiana del Seicento.
Ha svolto attività concertistica da solista e con diversi gruppi, collaborando con alcuni fra i cantanti e strumentisti più affermati nel campo della musica barocca (ha anche eseguito in duo con il famoso cembalista A. Staier i concerti a due cembali di J. S. Bach). Ha preso parte a numerose incisioni discografiche (tra cui l’integrale delle opere di C. Monteverdi sotto la direzione di G. Garrido). Un suo CD, con brani solistici di J. H. d’Anglebert, è stato pubblicato dalla casa discografica olandese Brilliant. Un altro CD, con musiche di Mozart per cembalo a 4 mani, in duo con Rossella Policardo, uscito per l’etichetta Stradivarius, ha ottenuto il riconoscimento di Best of the Year 2016 dalla prestigiosa rivista American Record Guide. Benché prediliga e privilegi, nella sua attività artistica, il ruolo di cembalista, sia come solista che come continuista, si è dedicato anche alla direzione al cembalo; nel novembre 2014 ha diretto La finta parigina di D. Cimarosa, per la stagione dell’Opéra de Paris.
E’ stato il titolare della cattedra di Clavicembalo e Tastiere storiche prima presso il Conservatorio di Messina e dal 2006 del Conservatorio di Palermo.