La musica in Spagna e nel Regno delle Due Sicilie

Calendario concerti

Ingresso libero

XXXV Stagione concertistica

Secondo concerto

Domenica 31 Maggio, ore 18

 

Chiesa di S. Maria della PietĂ  alla Kalsa – Palermo

La musica per organo in Spagna e nel Regno delle Due Sicilie

Fabio Badalamenti, organista

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Antonio de Cabezon 1510 – 1566 

Pavana con su Glosa 

Antonio Valente 1520 ? – 1601

La Romanesca con cinque mutanze • Lo ballo dell’Intorcia

Anonimo XVI sec.

Pavana • Chacona • Bayle dela Gran Duque • Espanoleta

Juan Cabanilles 1644 – 1712

Corrente Italiana

Alessandro Scarlatti 1660 – 1725

Toccata e partite sulla follia (fondo Foà Giordano) 

L‘ORGANO DI S.MARIA DELLA PIETA’ ALLA KALSA (info)

La musica per organo tra Spagna e Regno delle Due Sicilie tra XVI e XVIII secolo presenta un filo comune: l’eredità del contrapunto rinascimentale unita alla progressiva affermazione di forme idiomatiche per tastiera. In Spagna, la scuola organistica si sviluppò attorno all’uso caratteristico dei registri solistici, alla tecnica dei tientos e alla predilezione per una scrittura imitativa densa e severa. Nel Regno delle Due Sicilie, invece, il contatto con il mondo italiano favorì un linguaggio più orientato alla cantabilità, alla chiarezza formale e all’uso dell’organo come veicolo di espressività liturgica.

Antonio de Cabezón, figura centrale della scuola spagnola del Cinquecento, portò il tiento alla massima raffinatezza. La sua scrittura combina rigore contrappuntistico e fantasia ornamentale, spesso influenzata dalle pratiche improvisative dell’epoca. Nei suoi tientos, diferencias e glosas emerge un uso altamente idiomatico della tastiera, con una comprensione profonda delle possibilità coloristiche dell’organo iberico.

Antonio Valente, attivo nel Regno di Napoli nella stessa epoca, rappresenta una declinazione meridionale della scrittura per tastiera. Le sue Intavolature de cimbalo mostrano un’impostazione meno austera rispetto a quella spagnola, con attenzione alla danza, alla linea melodica e a un contrappunto più agile. Pur non essendo propriamente “organistici” in senso stretto, i suoi brani riflettono la pratica tastieristica dell’Italia meridionale e contribuiscono a definire un’identità stilistica specifica.

Tra XVII e XVIII secolo la tradizione spagnola raggiunge un nuovo vertice con Juan Cabanilles, spesso considerato l’ultimo grande maestro della scuola iberica classica. Le sue opere, soprattutto tientos e passacaglie, ampliano la dimensione virtuosistica, la complessità ritmica e l’uso spettacolare dei registri. Il suo stile fonde eredità rinascimentali con una tensione barocca più marcata, mostrando una sorprendente modernità.

Nel contesto italiano meridionale, Alessandro Scarlatti rappresenta un caso peculiare. Sebbene noto soprattutto per l’opera e la musica vocale sacra, la sua produzione organistica — limitata ma significativa — riflette una sintesi tra rigore contrappuntistico e sensibilità melodica tipica del barocco napoletano. Nei suoi brani per tastiera si coglie una scrittura chiara, efficace, con una forte attenzione all’articolazione e al rapporto tra imitazione e cantabilità, in linea con la tradizione liturgica italiana.

Nel loro insieme, questi autori mostrano due percorsi paralleli: in Spagna, l’evoluzione del tiento come forma identitaria; nel Regno delle Due Sicilie, la progressiva integrazione dell’organo in una cultura musicale più orientata al canto e alla teatralità. Le loro opere offrono uno sguardo complementare sulle possibilità espressive dell’organo nell’Europa mediterranea dell’età moderna.

L‘ORGANO DI S.MARIA DELLA PIETA’ ALLA KALSA (info)

Tra il XVI e il XVIII secolo, l’organo iberico si distinse per una scrittura densa nei tientos di autori come CabezĂłn e Cabanilles, mentre nel Regno delle Due Sicilie emerse un linguaggio piĂą cantabile e melodico, incarnato da Valente e Scarlatti. Fabio Badalamenti, organista e compositore palermitano con un passato nell’elettronica (IRCAM, allievo di Boulez), ha recentemente ripreso gli studi organistici e gestisce il canale YouTube divulgativo “III Legione Tastieristi d’Assalto”. Maggiori dettagli sulle opere e le biografie degli autori citati sono disponibili nel testo originale.

Fabio Badalamenti – Personaggio eclettico del panorama musicale siciliano, palermitano di nascita e parigino d’adozione, si avvicina al mondo delle tastiere fin da bambino grazie a un piccolo organo regalato dal nonno. Negli anni ’80 si dedica allo studio dello strumento che piĂą lo affascina, l’organo a canne, e sotto la guida del Maestro Gaiezza approfondisce il repertorio dei grandi compositori francesi del Novecento, tra cui Olivier Messiaen, Jean Langlais, Jehan Alain e Marcel DuprĂ©. Queste influenze segneranno profondamente il suo linguaggio musicale, conducendolo in seguito a studi compositivi piĂą avanzati. Parallelamente avvia, da autodidatta, un percorso nella musica elettronica.

All’inizio degli anni ’90 si avvicina al jazz e studia composizione con Umberto Fiorentino e Ramberto Ciammarughi. A metà del decennio decide di dedicarsi completamente alla musica elettronica e si trasferisce a Parigi, dove completa gli studi con Christine Groult ottenendo il massimo dei voti, la lode e la menzione, riuscendo a concludere il percorso quadriennale in un solo anno. Prosegue poi il cursus all’IRCAM, specializzandosi in sintesi sonora. Qui incontra Pierre Boulez, con cui studia composizione e analisi compositiva per sei anni.

Il suo linguaggio creativo spazia dalla musica contemporanea al jazz, dalla musica concreta alla musica su supporto. Le sue opere sono state eseguite in Francia (Centre Pompidou, VIIIX e XIX Festival de l’Encre Fraîche), in Portogallo, in varie nazioni europee e negli Stati Uniti. Il 1º maggio 2004 realizza per la CGIL la creazione “11 volte a Portella”, dedicata alla memoria delle vittime della strage di Portella della Ginestra.

Nel 2022 ritorna al primo amore, l’organo a canne, e attualmente studia organo con il Maestro Matteo Helfer presso il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Gestisce inoltre un canale YouTube dedicato alla divulgazione del mondo delle tastiere, con particolare attenzione all’organo a canne: “III Legione Tastieristi d’Assalto”.

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