Lun - Ven15:00 - 20.00
Sabato10:00 - 13:00
Tel+39 3935092585
INDIRIZZOvia L. Ariosto 9/A, 90144 Palermo
Domenica 31 Maggio, ore 18
Chiesa di S. Maria della PietĂ alla Kalsa – Palermo

Pavana con su GlosaÂ
La Romanesca con cinque mutanze • Lo ballo dell’Intorcia
Pavana • Chacona • Bayle dela Gran Duque • Espanoleta
Corrente Italiana
Toccata e partite sulla follia (fondo FoĂ Giordano)Â
L‘ORGANO DI S.MARIA DELLA PIETA’ ALLA KALSA (info)
La musica per organo tra Spagna e Regno delle Due Sicilie tra XVI e XVIII secolo presenta un filo comune: l’eredità del contrapunto rinascimentale unita alla progressiva affermazione di forme idiomatiche per tastiera. In Spagna, la scuola organistica si sviluppò attorno all’uso caratteristico dei registri solistici, alla tecnica dei tientos e alla predilezione per una scrittura imitativa densa e severa. Nel Regno delle Due Sicilie, invece, il contatto con il mondo italiano favorì un linguaggio più orientato alla cantabilità , alla chiarezza formale e all’uso dell’organo come veicolo di espressività liturgica.
Antonio de Cabezón, figura centrale della scuola spagnola del Cinquecento, portò il tiento alla massima raffinatezza. La sua scrittura combina rigore contrappuntistico e fantasia ornamentale, spesso influenzata dalle pratiche improvisative dell’epoca. Nei suoi tientos, diferencias e glosas emerge un uso altamente idiomatico della tastiera, con una comprensione profonda delle possibilità coloristiche dell’organo iberico.
Antonio Valente, attivo nel Regno di Napoli nella stessa epoca, rappresenta una declinazione meridionale della scrittura per tastiera. Le sue Intavolature de cimbalo mostrano un’impostazione meno austera rispetto a quella spagnola, con attenzione alla danza, alla linea melodica e a un contrappunto più agile. Pur non essendo propriamente “organistici” in senso stretto, i suoi brani riflettono la pratica tastieristica dell’Italia meridionale e contribuiscono a definire un’identità stilistica specifica.
Tra XVII e XVIII secolo la tradizione spagnola raggiunge un nuovo vertice con Juan Cabanilles, spesso considerato l’ultimo grande maestro della scuola iberica classica. Le sue opere, soprattutto tientos e passacaglie, ampliano la dimensione virtuosistica, la complessità ritmica e l’uso spettacolare dei registri. Il suo stile fonde eredità rinascimentali con una tensione barocca più marcata, mostrando una sorprendente modernità .
Nel contesto italiano meridionale, Alessandro Scarlatti rappresenta un caso peculiare. Sebbene noto soprattutto per l’opera e la musica vocale sacra, la sua produzione organistica — limitata ma significativa — riflette una sintesi tra rigore contrappuntistico e sensibilità melodica tipica del barocco napoletano. Nei suoi brani per tastiera si coglie una scrittura chiara, efficace, con una forte attenzione all’articolazione e al rapporto tra imitazione e cantabilità , in linea con la tradizione liturgica italiana.
Nel loro insieme, questi autori mostrano due percorsi paralleli: in Spagna, l’evoluzione del tiento come forma identitaria; nel Regno delle Due Sicilie, la progressiva integrazione dell’organo in una cultura musicale più orientata al canto e alla teatralità . Le loro opere offrono uno sguardo complementare sulle possibilità espressive dell’organo nell’Europa mediterranea dell’età moderna.
L‘ORGANO DI S.MARIA DELLA PIETA’ ALLA KALSA (info)
Fabio Badalamenti – Personaggio eclettico del panorama musicale siciliano, palermitano di nascita e parigino d’adozione, si avvicina al mondo delle tastiere fin da bambino grazie a un piccolo organo regalato dal nonno. Negli anni ’80 si dedica allo studio dello strumento che piĂą lo affascina, l’organo a canne, e sotto la guida del Maestro Gaiezza approfondisce il repertorio dei grandi compositori francesi del Novecento, tra cui Olivier Messiaen, Jean Langlais, Jehan Alain e Marcel DuprĂ©. Queste influenze segneranno profondamente il suo linguaggio musicale, conducendolo in seguito a studi compositivi piĂą avanzati. Parallelamente avvia, da autodidatta, un percorso nella musica elettronica.
All’inizio degli anni ’90 si avvicina al jazz e studia composizione con Umberto Fiorentino e Ramberto Ciammarughi. A metà del decennio decide di dedicarsi completamente alla musica elettronica e si trasferisce a Parigi, dove completa gli studi con Christine Groult ottenendo il massimo dei voti, la lode e la menzione, riuscendo a concludere il percorso quadriennale in un solo anno. Prosegue poi il cursus all’IRCAM, specializzandosi in sintesi sonora. Qui incontra Pierre Boulez, con cui studia composizione e analisi compositiva per sei anni.
Il suo linguaggio creativo spazia dalla musica contemporanea al jazz, dalla musica concreta alla musica su supporto. Le sue opere sono state eseguite in Francia (Centre Pompidou, VIIIX e XIX Festival de l’Encre Fraîche), in Portogallo, in varie nazioni europee e negli Stati Uniti. Il 1º maggio 2004 realizza per la CGIL la creazione “11 volte a Portella”, dedicata alla memoria delle vittime della strage di Portella della Ginestra.
Nel 2022 ritorna al primo amore, l’organo a canne, e attualmente studia organo con il Maestro Matteo Helfer presso il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Gestisce inoltre un canale YouTube dedicato alla divulgazione del mondo delle tastiere, con particolare attenzione all’organo a canne: “III Legione Tastieristi d’Assalto”.